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11 luglio 2007

Ecco le foto della manifestazione promossa da Fare Verda a Cagliari





 


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permalink | inviato da fareverdecagliari il 11/7/2007 alle 18:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

11 luglio 2007

Cagliari: Grande successo della manifestazione contro gli Ogm sotto il Consiglio Regionale

Questa mattina si è svolta una mobilitazione promossa da alcune Associazioni aderenti alla Coalizione Nazionale – Liberi dagli ogm – per contestare le politiche di apertura verso gli Ogm che ha voluto il Ministro De Castro e per esprimere sostegno alle rivendicazioni della Coldiretti che questa mattina ha svolto a Bologna un corteo nazionale con oltre 80.000 persone.
La manifestazione sotto il Consiglio Regionale ha visto la partecipazione di oltre 40 persone ed è stata voluta da
Fare Verde e dalla Confconsumatori, ha visto l’adesione di alcuni Assessori all’Agricoltura, Lino Rascunà, Assessore Comunale a Pula e Luigi Bachis, Assessore Comunale a Domusnovas, oltre al Parlamentare di An, Bruno Murgia e i Consiglieri Regionali di An, Matteo Sanna e Ignazio Artizzu.
Hanno anche aderito la Federazione Provinciale del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, il Rappresentante dei Comitati per “La Destra di Francesco Storace”, Antonio Piu e la Segreteria Regionale di Forza Italia Giovani, Studenti per le Libertà.
Inoltre i Circoli di Alleanza Nazionale:
- “Nuova Cagliari” – “G. Almirante” di Pula – “Fiuggi 25 Gennaio 1995” di Quartucciu – “Europa” di Cagliari.
E i Circoli di Azione Giovani:
Fronte Identitario” di Cagliari – “Ettore Muti” di Quartu Sant’ Elena – “Ussana” – “Europa” di Cagliari.


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10 luglio 2007

Fare Verde Cagliari: Al fianco della Coldiretti contro gli Ogm

“Fare Verde Cagliari aderisce alla manifestazione indetta per domani mattina a partire dalle ore 11.00 sotto il Consiglio Regionale della Sardegna per esprimere sostegno alle rivendicazioni di Coldiretti in difesa della qualità dei prodotti italiani”, afferma nella nota Giuseppe Pala, referente dell’Associazione a Cagliari.

“Siamo con Coldiretti per contestare le politiche del Governo Prodi in materia di agro-alimentare, come Associazione aderente alla Coalizione – Liberi dagli ogm – contestiamo duramente la decisione del Ministro de Castro di standardizzare verso il basso la qualità dell’agricoltura imponendo l’introduzione di sperimentazioni ogm”, incalza Fare Verde.

“Vogliamo tutelare i prodotti italiani, ma anche tutelare la salute dei cittadini per questo domani mattina saremo in piazza con la Coldiretti contro De Castro”, conclude Fare Verde.


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10 luglio 2007

MADE IN ITALY: Alleanza Nazionale Sardegna ritiene giuste le proteste di Coldiretti

 "Ritengo che Alleanza Nazionale debba essere sempre in prima linea nel difendere i prodotti italiani dal pericolo di contaminazione da Ogm, per questo siamo vicini e solidali con la Coldiretti che domani manifesterà a Bologna contro il Goveno, incapace di tutelare il made in Italy", afferma Matteo Sanna, Consigliere Regionale di An.
"Domani mattina Alleanza Nazionale sarà sotto il Consiglio Regionale della Sardegna, a partire dalle ore 11.00, per sostenere la battaglia intrapresa dalla Coldiretti e che ha visto l'adesione di Associazioni, Movimenti, realtà politiche e tutti i consumatori italiani", prosegue Matteo Sanna.
"Il rischio è quelo di omologare i prodotti alimentari italiani e la destra identitaria non può non sostenere la difesa del prodotto locale e della qualità dei prodotti"..."abbiamo sostenuto sin da subito la coalizione - Liberi dagli Ogm - insieme a decine di Associazioni e oggi siamo nuovamente insieme a difendere la nostra tradizione eno-gastronomica", conclude Matteo Sanna




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10 luglio 2007

Poetto, scatta un nuovo allarme catrame

Trat6to da L'Unione Sarda

Nessuna chiazza oleosa avvistata in mare. La Capitaneria informa il Comune. Stamattina il sopralluogo dei tecnici.
Due settimane fa la Grande Macchia arrivò a 500 metri dalla riva e fu necessario il ricorso a mezzi specializzati per evitare che il catrame scaricato da una petroliera al largo di Sarroch invadesse il bagnasciuga e sporcasse la spiaggia. Qualche grumo, a dire il vero, sfuggì al controllo di Mascalzone Oceanico - il mezzo antinquinante che operò per giorni sulla costa tra Pula e Muravera, - e approdò proprio davanti all'ospedale Marino.
Ieri il fenomeno si è ripetuto. A metà mattina lo Scirocco ha depositato coaguli di catrame per un centinaio di metri sulla battigia tra l'Ottagono e il litorale quartese. La melassa nera ha fatto subito qualche vittima tra i bagnanti che hanno informato la Capitaneria di porto. Immediato l'invio di una motovedetta che ha perlustrato il Golfo senza riscontrare tracce oleose in mare ma solo grumi sparsi nella zona tra l'Ottagono e l'ospedale Marino. Una chiazza oleosa vasta qualche centinaio di metri è stata avvistata invece al largo di Punta Zavorra, dove è intervenuto immediatamente il mezzo specializzato della Castalia, la società che per conto del ministero dell'Ambiente si occupa di bonifiche marine.
Contrariamente a quanto accaduto due settimane fa, ieri la Capitaneria non ha disposto alcun intervento ma si è limitata a inviare un fax al Comune. Ieri sera all'assessorato alla Pianificazione dei servizi non avevano ancora alcun riscontro. Un sopralluogo dei tecnici è previsto solo per questa mattina. Se troveranno ancora tracce di catrame chiederanno l'intervento della società specializzata che tratta i rifiuti speciali.
Dalla Capitaneria minimizzano: «Nessun allarme, almeno sulla spiaggia».
Niente a che vedere con l'emergenza del 25 giugno quando, per evitare danni ai bagnanti, fu necessario un intervento di nove ore per recuperare duemila litri di sostanze catramose. Una macchia lunga 500 metri e larga sessanta che aveva tenuto impegnati i mezzi per tutta la giornata: oltre all'imbarcazione della Castalia, due motovedette della Capitaneria che avevano perlustrato tutta la costa davanti al Poetto. Ma se è vero che allora l'allarme fu maggiore per la quantità di idrocarburi versati in acqua e per la vastità della zona interessata, è altrettanto vero che ieri l'effetto sulla spiaggia, per quanto concentrato in un'area limitata, è stato più visibile.
Sulla natura dell'inquinamento ci sono pochi dubbi: si tratta di residui di una pulizia illecita delle cisterne di una petroliera. Come è accaduto 15 giorni fa, la Guardia costiera consulterà il sistema Ais (Automatic identification system) che consente di verificare quali sono state le navi transitate in rada. Facile risalire alle imbarcazioni sospette, sulle quali si dispongono i controlli a bordo. Più difficile trovare le prove e arrivare all'individuazione e alla denuncia dei responsabili.


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9 luglio 2007

Cagliari: Erbacce e rischio incendi in un campo di via Bruxelles

Tratto da L'Unione Sarda

Grande preoccupazione tra gli abitanti di Genneruxi per un campo incolto tra le vie Bruxelles, Costantinopoli e San Marino: il rischio incendi è elevato. «In quel lotto sarebbe dovuto sorgere un asilo nido - racconta un anziano di Genneruxi - ma poi non se n'è saputo più niente. Ci risulta che alcuni anni fa il Comune abbia venduto il terreno a un privato. In tutti casi l'erba va tagliata. Se non ci pensa il privato che se ne occupi il Comune».
Dopo le segnalazioni di numerosi residenti, alcuni giorni fa nel campo è stato effettuato un sopralluogo dagli ambientalisti della sezione cagliaritana di Fare verde. «Abbiamo riscontrato una situazione di abbandono e degrado», afferma Simone Spiga, presidente provinciale di Fare verde. «L'erba quest'anno non è stata tagliata ed è altissima oltre che completamente ingiallita dai raggi del sole. Il rischio che possa scoppiare un incendio è concreto: le conseguenze sarebbero gravi visto che il campo in questione (circa 3.000 metri quadri) si trova proprio nel cuore della zona residenziale di Genneruxi e confina con numerose villette e palazzine».
L'associazione lancia l'allarme e si appella all'amministrazione affinché provveda con urgenza ad eseguire un intervento mirato di bonifica e riqualificazione dell'area. (p. l.)


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permalink | inviato da fareverdecagliari il 9/7/2007 alle 15:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

9 luglio 2007

CONTRAFFAZIONI: COLDIRETTI, IN EUROPA 86% VIENE DALLA CINA

ROMA, 9 LUG - Viene dalla Cina l'86% degli oltre 250 milioni di articoli contraffatti sequestrati nel 2006 dall'Unione europea. E' quanto afferma la Coldiretti, sulla base di statistiche doganali pubblicate dalla Commissione europea, che rilevano un aumento del 234% rispetto al 2005.
I prodotti piu' contraffatti, dice una nota, sono sigarette, abbigliamento e tecnologie di uso comune, ma e' in crescita il fenomeno delle 'falsificazioni pericolose', che riguardano medicinali (+400%), generi alimentari e prodotti per la cura personale. In questo senso, dice Coldiretti, e' 'particolarmente preoccupante' l'allarme lanciato dalle autorita' cinesi sulle conserve vegetali. In Italia, infatti, nei primi tre mesi del 2007 le importazioni di conserva di pomodoro dalla Cina sono cresciute del 150% e, per la mancanza dell'obbligo di etichettatura, rischiano di essere mischiati con prodotti nazionali all'insaputa del consumatore. L'Italia e' inoltre il principale importatore mondiale di concentrato di pomodoro cinese, con un valore che in quantita' ammonta a circa un terzo dell'intera produzione nazionale.
Per chiedere, quindi, controlli e un'etichettatura di provenienza obbligatoria, domani mattina Coldiretti preparera' 'in diretta' la passata di pomodoro 'made in Italy' nella piazza antistante la Camera, in anticipazione della manifestazione 'Giu' le mani dalla qualita' italiana' prevista per l'11 luglio a Bologna. (ANSA).


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5 luglio 2007

Cagliari: Inferno di fuoco nel deposito di auto

Tratto da L'Unione Sarda

«Mia sorella si è precipitata fuori da casa: il fuoco aveva già semidistrutto un muro, era terrorizzata. Anch'io volevo scappare, ma dovevo mettere in salvo il nostro cavallo: ci sono riuscito. Sembrava l'apocalisse, abbiamo rischiato la vita». Cronaca in diretta da un reduce dell'immenso rogo di ieri. Andrea Vacca è un ragazzo che abita proprio di fronte al deposito giudiziario di veicoli in via Don Minzoni. «Ho visto altri incendi», ansima, «ma mai uno così». Il terrore ha assalito tutti, davanti a quell'inferno di fiamme e di fumo che ha messo in allarme l'intera area vasta di Cagliari. «Ho visto la colonna nera fin da viale Marconi», racconta Paolo Muscas, un meccanico che rientrava nella sua casa di Quartucciu dopo una giornata di lavoro, «e mi sono reso conto immediatamente che la situazione era gravissima. Tutto questo perché il terreno dal quale è partito il rogo non è stato ripulito dalle erbacce altissime». È su tutte le furie Mansueto Piras, che abita poco distante: «Era successo anche l'anno scorso, le fiamme erano arrivate fin dentro i giardini, eppure si continua a non tagliare le erbacce. Perfino il Municipio le lascia crescere lungo la fascia del canale». Di farsi mettere sulla graticola, però, il sindaco di Quartucciu Pierpaolo Fois non ne ha alcuna intenzione: «Questo spaventoso rogo è figlio della maleducazione e dell'inciviltà dei proprietari dei terreni: le fiamme sono partite da un'area privata, eppure la mia ordinanza perché fossero ripulite è scaduta il primo maggio. Il Comune denuncerà il proprietario alla Procura della Repubblica per inosservanza di un provvedimento dell'autorità, e ovviamente gli chiederemo di rifondere i danni». Lunedì scorso il sindaco, nella sua veste di ufficiale di governo, ha firmato un'altra ordinanza per la tutela dell'incolumità pubblica, per costringere i proprietari a ripulire dalle erbacce i loro terreni. «Ma molti hanno fatto finta di nulla», sbotta Fois, «e ne risponderanno. Da ieri mattina un'impresa privata pagata dal Comune, agli ordini del comandante dei vigili urbani, sta ripulendo i terreni dei disobbedienti. Stiamo intervenendo in un'area di seimila metri quadri di proprietà delle cooperative a Le Serre, ma anche in via Don Minzoni, a pochi passi da dove si è sviluppato il rogo. Ora tocca alla lottizzazione Sarritzu, vicino alle scuole: noi puliamo, poi facciamo i decreti ingiuntivi a carico dei proprietari per farci rifondere le spese». Fermo restando che l'ordinanza è stata firmata per tempo, e che come al solito molti cittadini non hanno obbedito, forse era il caso di applicare prima la tolleranza zero. Il sindaco allarga le braccia: «Non lo nego, ma le risorse del Comune sono limitate e farsi rimborsare dai privati inadempienti non è facile». C'è però un altro problema, e a sollevarlo è il segretario cittadino di Rifondazione comunista: «Non è pensabile che in mezzo alla città esista un deposito di automezzi e di frigoriferi da rottamare», si arrabbia Giovanni Cannas, «quest'incendio avrebbe potuto causare una strage. Il Comune deve porsi subito il problema». (g. da.)

4 luglio 2007

Murgia (An): sostegno alle rivendicazioni della Coalizione Liberi dagli Ogm

CAGLIARI, 4 LUG - ' Le decisioni prese dal ministro De Castro costituiscono un attentato alla qualita' dei prodotti agricoli del nostro Paese, mi sento vicino alle istanze della Coldiretti a difesa del made in Italy '. Lo afferma in una nota il deputato di Alleanza Nazionale, Bruno murgia.
' Il ministro nel giro di poche settimane - sostiene il deputato di An - ha compiuto scelte che mettono in crisi la produzione agricola del nostro Paese e che mira ad una omologazione dei prodotti a scapito della specificita'. E' oggi importante difendere la qualita' agroalimentare italiana e il tentativo del governo di cancellare la legge che obbliga ad indicare sull'etichetta l'origine degli alimenti e' profondamente sbagliata e dannosa perche' slega il prodotto locale dalle peculiarita' dei territori di provenienza assestando un duro colpo a chi lavora nel settore'.
'Non condivido, inoltre, le scelte del ministro a favore delle sperimentazioni ogm e dei processi artificiali di invecchiamento dei vini. In questo modo - conclude murgia - si svilisce il sistema agricolo italiano da sempre celebre per la qualita' dei propri prodotti che sono al fiore all'occhiello dell'italianita' nel mondo'. (ANSA).


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4 luglio 2007

Ogm, Coldiretti vs De Castro: È Realacci il ministro ideale

 Roma, 04 LUG (Velino) - "Il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali non presta sufficiente attenzione al problema degli organismi geneticamente modificati, che e' da tempo al centro delle molte iniziative organizzate da Coldiretti". Questo e' quanto dichiara al VELINO Stefano Masini, responsabile area Ambiente e consumi della Coldiretti a proposito dell'utilizzo di mangimi ogm nei consorzi di tutela italiani. L'argomento ogm-free, secondo Masini, non rientra nelle priorita' politiche di De Castro, contro il quale l'organizzazione agricola ha indetto, l'11 luglio a Bologna, una manifestazione in piazza di protesta.
Lo slogan sara': 'Ministro, giu' le mani dalla qualita' italiana'. Coldiretti dunque riparte all'attacco nei confronti delle scelte di politica agricola di Paolo De Castro e sogna la sua sostituzione. Il candidato ideale della Coldiretti alla guida del dicastero dell'Agricoltura sarebbe Ermete Realacci, ovvero il presidente della commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera. "Come rappresentante di un'organizzazione agricola e come cittadino, sarei ampiamente soddisfatto - sostiene Masini - se Realacci diventasse ministro delle Politiche agricole, sia per le sue competenze, che per la sua storia professionale e la cultura politica e sociale che ha mostrato". L'esponente della Margherita, aggiunge Masini, "e' da sempre molto vicino a Coldiretti, e c'e' massima condivisione di impegno sulle priorita' politiche e sulla ricerca della qualita' come elemento necessario all'agricoltura italiana per essere competitiva all'estero".  proposito della presenza di organismi geneticamente modificati nei mangimi usati per allevare le vacche dei consorzi di tutela italiani, secondo il responsabile area Ambiente e consumi della Coldiretti, "finche' non viene data la possibilita' al consumatore di individuare i prodotti ottenuti con alimenti ogm free, tutti gli sforzi per eliminare gli ogm dalla mangimistica usata nei Consorzi di tutela diventano assolutamente inutili". Molte sono state le polemiche sollevate dalla campagna avviata da Greenpeace contro la presenza di soia ogm nei mangimi utilizzati dal consorzio del Parmigiano Reggiano. Federica Ferrario, responsabile della campagna ogm di Greenpeace, aveva gia' dichiarato al VELINO che "occorre quanto prima affrontare la problematica di una produzione trasparente e senza ogm perche' nonostante ci sia una disciplinare nella quale venga specificato l'utilizzo di foraggi locali per il razionamento delle vacche da latte del Consorzio, non vengono tuttavia vietati integratori proteici a base di soia ogm proveniente da paesi come l'Argentina. Questo e' un vero controsenso". Secondo la responsabile di Greenpeace, le alternative ci sono. "Bisogna riqualificare il territorio e riscoprire il valore proteico di alcuni ortaggi tipici mediterranei". Oppure importare dal Brasile soia ogm-free con un aumento dei costi irrisorio. "Solo il cinque per cento in piu' rispetto ai costi di quella ogm". La questione della presenza di organismi geneticamente modificati nei mangimi usati per le vacche dei consorzi e' piu' scottante di quanto sembra perche' secondo Greenpeace, "anche se non ci sono ancora studi scientifici valenti a riguardo, non e' da escludere che gli ogm entrino nella filiera alimentare fino a comparire nel prodotto finale".Paolo Carnemolla, presidente della Federazione per l'agricoltura biologica (Federbio) aveva spiegato al VELINO che sono i consigli di amministrazione all'interno degli stessi consorzi a decidere questioni come quella che riguarda l'utilizzo dei mangimi ogm. "Coldiretti e' presente, con i suoi funzionari, nei consigli di amministrazione di tutti i Consorzi dei prodotti tipici italiani e sarebbe facilissimo, se realmente fosse la lotta ali ogm la sua vera intenzione, fare una moratoria per vietare l'uso di mangimistica con organismi geneticamente modificati consentita oggi dai regolamenti di alimentazione.
Eppure - aveva proseguito il presidente di Federbio - tutti i Consorzi, tranne quello del formaggio Fontina, usano mangimi ogm, non ultimo il Consorzio del Parmigiano Reggiano".
Carnemolla e' convinto che Coldiretti "non ha mai avuto un grande interesse per il biologico", e che la campagna che sta portando avanti contro gli organismi geneticamente mofidicati, "serve solo a mascherare interessi di altro genere come la dura battaglia nei confronti del ministro De Castro". Masini, dal canto suo, spiega che non sempre Coldiretti ha la maggioranza aritmetica necessaria per imporre le proprie politiche ai consorzi di tutela, strumenti di partecipazione diffusa dove tutte le associazioni si confrontano. "L'associazione di cui faccio parte - precisa il responsabile Ambiente dell'organizzazione agricola - ha cercato in tutti i modi, anche attraverso importanti campagne di sensibilizzazione, di introdurre un'etichettatura sui prodotti alimentari che potesse consentire al consumatore di distinguere gli alimenti ottenuti con alimenti ogm-free da quelli che contengono invece organismi geneticamente modificati nella filiera di produzione. Ma - insiste Masini - non abbiamo mai avuto alcun aiuto da parte del ministro De Castro".


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