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21 luglio 2007

INQUINAMENTO: IN CORSO BONIFICA A LARGO DI VILLASIMIUS

Cagliari, 21 lug. - Sono riprese nelle prime ore di stamane con i tre mezzi antinquinamento della Castalia Ecolmar le operazioni di bonifica del tratto di mare al largo di Villasimius (Cagliari), vicino all'isola dei Cavoli, inquinato da ieri mattina da una vasta chiazza di petrolio lunga un miglio e larga mezzo.
Per evitare il disastro ambientale nell'area marina protetta di Capo Carbonara, sono al lavoro anche due motovedette e un gommone della capitaneria di porto di Cagliari, che prosegue le indagini per accertare la provenienza e i responsabili dello sversamento d'idrocarburi in mare, probabilmente provocato da una petroliera in alto mare. Il materiale oleoso e' stato poi sospinto sulle coste sarde dai venti da sud che da domenica scorsa soffiano sull'isola. Un aereo della Guardia costiera perlustrera' la zona per individuare eventuali altre tracce d'inquinamento e consentire un intervento tempestivo dei mezzi del ministero dell'Ambiente, prima che il catrame rovini alcune delle piu' belle spiagge del sud Sardegna, come quelle di Solanas e di Porto Sa Ruxi.
Secondo una stima del Corpo forestale regionale, il litorale interessato dalla chiazza e' lungo una quindicina di chilometri. In mattinata e' previsto un sopralluogo anche di un elicottero del Reparto aeronavale della Guardia di finanza.(AGI)

21 luglio 2007

Cagliari, Saras: i rischi del Golfo degli Angeli

Tratto da L'Unione Sarda

Nell'aria benzene, anidride carbonica, zolfo. E cresce l'allarme 

La più grande raffineria del Mediterraneo è sempre più una bomba ecologica nel Golfo di Cagliari. La conferma nei dati.
Si chiama tar, ma non ha nulla a che fare con la giustizia amministrativa: è un olio combustibile pesante. Viene utilizzato - nella misura di 150 tonnellate ogni ora - per produrre energia elettrica nella centrale Sarlux di Sarroch, Gruppo Saras, di proprietà della famiglia Moratti. Un po' come come succede con il maiale, dal petrolio non si butta nulla, o quasi. Raffinando il greggio - la potenzialità degli impianti è di 15 milioni di tonnellate all'anno, 300 mila barili al giorno - si ottengono degli scarti, una sorta di pece semisolida utilizzabile per produrre bitume per le strade. Oppure, con opportuni accorgimenti, può essere bruciata per produrre energia elettrica, sprigionando anidride carbonica, proprio come succede con il caminetto di casa. È solo un problema di quantità. Secondo il Registro delle emissioni inquinanti (Eper) della Commissione europea, su dati rilevati nel 2004 e resi noti di recente, la Saras è la terza industria italiana per emissione di C02 (6,22 milioni di tonnellate), dopo la centrale elettrica a carbone di Brindisi e l'acciaieria Ilva di Taranto.
IL POLO INDUSTRIALE Quella di Sarroch è la più importante raffineria del Mediterraneo, la seconda d'Europa per le tecnologie applicate al processo produttivo. L'attività del gruppo Saras Raffinerie Sarde, fondata da Angelo Moratti, parte a Sarroch nel 1962. Tre anni dopo entra in funzione la raffineria. Da allora l'attività è andata in crescendo e, accanto alla raffineria, nel 2000, una società controllata al 100% da Saras, la Sarlux, ha iniziato a produrre energia elettrica con i residui pesanti della raffinazione. Tra i 1.810 stipendi pagati da Saras in Sardegna (escluso l'indotto), 1.172 sono nel polo di Sarroch. Con tre contratti di programma, finanziati dallo Stato con 197 milioni di euro, sono stati creati 269 posti di lavoro. Basta una semplice divisione per constatare che, ogni nuovo occupato è costato, alla collettività, 732 mila euro, con punte da 1,5 milioni. In lire, avrebbe suonato così: un miliardo e 400 milioni in media per ogni nuovo posto di lavoro, con punte di tre miliardi.
GLI ALTRI VELENI Non solo anidride carbonica. Nell'aria finiscono anche ossidi di azoto, biossido di zolfo, benzene, policiclici aromatici. Ci sono anche gli scarti: in un anno 1.400 tonnellate tra zolfo e concentrati di metallo, come vanadio e nichel. Se n'era parlato anche nel 2001, quando la commissione parlamentare d'inchiesta sul riciclo dei rifiuti e delle attività connesse ascoltò in audizione alcuni magistrati della Procura di Cagliari, con particolare riferimento proprio ai residui della gassificazione, i "filter cakes". Ma a Sarroch è tutto sotto controllo. Quanto ai veleni nell'aria, sono catalogabili come "effetti collaterali" di un processo produttivo indispensabile come lo sono la benzina e l'energia elettrica, prodotte in un angolo di Sardegna che, dal 1962, non ha avuto comunque la possibilità di esprimersi su uno sviluppo alternativo. Magari prendendo ad esempio la vicina Pula, che vive bene con il turismo e si sforza di tenere in piedi un'agricoltura di qualità. «Bisogna essere realisti: non credo che per Sarroch, oggi, si possa parlare di sviluppo alternativo», dice il sindaco di Pula Walter Cabasino. Però, anche da medico, aggiunge che «è ora di passare ai fatti. Serve un monitoraggio preciso e puntuale dell'aria che respiriamo. C'è ancora molto da fare».
GLI INCENTIVI A Sarroch non si produce energia pulita. Ma questo non ha impedito al gruppo Saras di beneficiare del Cip 6, un sistema nato nel 1992 con il benestare del Governo per scaricare sulla bolletta dell'Enel (il 6-7% a famiglia) energia prodotta da fonti rinnovabili o assimilate. Quest'ultimo aggettivo ha consentito anche all'energia prodotta con il tar di usufruire del regime del Cip 6. La Saras, comunque, è in buona compagnia: è sufficiente notare che solo l'8% dei 30 miliardi di euro, ricavati sino al 2003 da tutti i produttori italiani grazie alla voce A3 della bolletta elettrica, sono stati utilizzati per promuovere realmente energia pulita. Con buona pace del Protocollo di Kyoto e della salute di decine di migliaia di sardi. Con energia pulita si intende quella prodotta con fonti rinnovabili, come l'eolico, il solare. In Sardegna, a parte il contestatissimo termovalorizzatore di Ottana, che dovrebbe bruciare rifiuti e scarti di forestazione (è la percentuale, a sicuro vantaggio dei primi, che accende forti contestazioni), si parla tanto di filiera agroenergetica, producendo energia elettrica e biodiesel dalle piante oleaginose. Il limite? Non si riesce a dare un giusto prezzo agli agricoltori che, abbandonata la barbabietola da zucchero per decisione di Bruxelles, attendono chiarezza (dall'industria, dal Governo e dalla Regione) sul prezzo della loro fatica. Una soluzione potrebbe essere far entrare i produttori nella quota del Cip 6. Ma l'industria ha già divorato il boccone bruciando, tra l'altro, i residui pesanti della lavorazione del petrolio. Altro che energia pulita.
NON SOLO CATRAME Se il catrame sulle spiagge è un immediato indicatore del rischio-inquinamento legato agli idrocarburi, le emissioni atmosferiche sono più subdole e pericolose. A lanciare l'ultimo allarme è stata Legambiente Sardegna, molto preoccupata perché da una decina di giorni a questa parte dalle ciminiere di Sarroch stanno fuoriuscendo «strani fumi grigiastri. A queste nuvole scure», spiega il presidente di Legambiente Vincenzo Tiana, «si accompagna un odore acre con successiva precipitazione di polveri nel circondario abitato. La causa di queste emissioni potrebbe essere lo smaltimento tramite combustione di sostanze non trattabili negli impianti di processo. L'assenza di vento, giovedì, ha fatto il resto». Legambiente ha chiesto «immediati e accurati controlli» per accertare eventuali rischi ambientali. E, aggiunge Tiana, «gli oli pesanti non vanno mandati nella cosiddetta torcia, ma vanno smaltiti opportunamente».
I CONTROLLI «A Sarroch c'è un superamento dei parametri ben oltre i limiti di legge», conferma Rosaria Congiu, assessore all'Ambiente della Provincia. «La Saras ha le sue centraline di rilevamento, ma a far testo sono quelle della Regione che gestiamo noi come Provincia. La situazione è preoccupante». L'assessore, insieme alla commissione provinciale Ambiente, presieduta da Francesco Trudu, ha visitato gli stabilimenti Saras. «Un sopralluogo che si è protratto per quasi una giornata», evidenzia l'assessore Congiu. «La Saras ha preso l'impegno di ridurre le emissioni del 30% entro il 2008. Mi accontenterei del 20%...».
GUARDIA ALTA La Provincia terrà la guardia alta, «altissima. È necessario arrivare al più presto», riprende Rosaria Congiu, «alla creazione di una rete unica di rilevamento, a gestione ovviamente pubblica, nelle mani dell'Arpas, la nuova Agenzia regionale per l'ambiente». Una delle centraline di rilevamento della qualità dell'aria, sistemata nel centro di Sarroch, ha superato 126 volte la soglia oraria di biossido di zolfo (la Saras ne rilascia, in un anno, 3.170 tonnellate) e, per 11 volte, sono stati superati i limiti per le 24 ore. Va avanti così,, dal 1965.


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permalink | inviato da fareverdecagliari il 21/7/2007 alle 10:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

20 luglio 2007

Cagliari: AMBIENTE: AREA MARINA PROTETTA MINACCIATA DA CHIAZZA OLEOSA

CAGLIARI, 20 LUG - Una chiazza oleosa, larga un miglio, e' stata avvistata nell'area marina protetta di Villasimius, all'estremita' sud-orientale della Sardegna. Dopo la segnalazione fatta da un pescatore al centro operativo sicurezza in mare della Guardia Costiera di Cagliari, e' scattato un imponente apparato per l'isolamento e la successiva bonifica della chiazza, spinta dal vento di scirocco verso l'isola dei Cavoli.
Sul posto sono all'opera due motovedette della Guardia Costiera, due mezzi antinquinamento Pelikan mentre un terzo e' in arrivo da Arbatax. Il Comando Generale delle Capitanerie di Porto ha ordinato il decollo da Palermo di un aereo Piaggio P166 dotato di un apparato di analisi spettrografica Deadalus che cerchera' di ricostruire il percorso effettuato dalla chiazza e individuarne la reale estensione.
Dopo l'allarme scattato alle 12:30 la chiazza e' stata circondata con panne galleggianti, mentre gli apparati antinquinamento delle imbarcazioni hanno cominciato a risucchiare le sostanze inquinanti. Il mare calmo e il vento a soli due nodi hanno, finora, reso piu' semplici le operazioni di bonifica. (ANSA).

17 luglio 2007

Fare Verde Sardegna: “Soru incontra i cittadini di Ottana dopo aver deciso la loro fine…..”

“L’incontro di questo pomeriggio tra Soru, l’Assessore Morittu e i cittadini di Ottana e delle aree limitrofe per spiegare cosa sarà il termovalorizzatore non è altro che una grave presa in giro per le popolazioni del nuorese”, afferma Simone Spiga, Responsabile Regionale di Fare Verde.

“Dopo aver deciso nel silenzio degli Amministratori Provinciali e Regionali, oggi vengono a Ottana per spiegare le caratteristiche del termovalorizzatore”…” ma perché non ci spiegano che tipo di interessi economici ci sono dietro la creazione di questo mostro ambientale? Perché non ci dicono quando sarà grave per le popolazioni delle aree intorno respirare diossina e nanoparticelle? Perché non ci spiegano perché la Regione farà arrivare in Sardegna rifiuti da altre regioni italiane?, tutte domande alle quali Soru e il suo cagnolino Morittu non sapranno e non vorranno rispondere”, incalza Simone Spiga.

“Certo siamo sicuri che l’orgoglioso popoloso sardo saprà dare la risposta che si meritano questi amministratori incapaci di ascoltare le esigenze dei sardi, ma soprattutto impegnati a sostenere lobby economiche che nulla hanno a che fare con la Sardegna”, conclude Simone Spiga.

17 luglio 2007

OGM: ANGELILLI (AN), PATATA TRANSGENICA ULTERIORE UMILIAZIONE PER ITALIA

Roma, 16 lug - 'Nonostante le rassicurazioni del Ministro, dobbiamo purtroppo registrare un'ennesima sconfitta delle produzioni italiane di qualita'. E' quanto dichiara Roberta Angelilli, capodelegazione di Alleanza nazionale al Parlamento europeo.
'Dispiace constatare - prsegue - lo scarso peso italiano nelle trattative internazionali, soprattutto nel settore agricolo, dove si registra oggi una doppia sconfitta, sia ai danni dei produttori che dei consumatori. Ci aspettiamo che nei prossimi importanti negoziati (Ogm vino e ortofrutta), il made in Italy non subisca ulteriori umiliazioni'.

16 luglio 2007

Dal Giappone una scossa a chi ripropone un improbabile revival nucleare

 Sono 4 le centrali nucleari che sono state fermate oggi in estremo oriente: 3 in Giappone a causa di un terremoto e una in Corea del Nord, a seguito di accordi internazionali contro la proliferazione ...

Per saperne di piu':
http://www.fareverde.it/informati/notizie.php?action=dettaglio&id=666


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permalink | inviato da fareverdecagliari il 16/7/2007 alle 18:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

16 luglio 2007

An San Benedetto (CA): Parco della Musica, grande opera, ma quanti problemi? Ascoltiamo i cittadini

 

“- Diamo voce ai cittadini- con questo slogan è partita un’iniziativa promossa dal Circolo di Alleanza Nazionale – Nuova Cagliari – per sentire direttamente la voce dei cittadini sull’inizio dei lavori per la creazione del Parco della Musica nel Quartiere di San Benedetto”, afferma Margherita Denti, Responsabile del Circolo di An.

“Nella giornata di oggi, in collaborazione con il Gruppo di An della Circoscrizione n°4 sono stati distribuiti oltre 3000 questionari in tutta la zona di Piazza Giovanni XXIII con alcune domande relative alla situazione viabilità, traffico, parcheggi e lavori del Parco della Musica, con la possibilità di suggerire le riflessioni che il Gruppo di An porrà all’attenzione dell’amministrazione Comunale il prossimo 19 Luglio alle ore 16.10 durante la riunione del Consiglio della Circoscrizione in Via Lione”, afferma Simone Spiga, Consigliere di An della Circoscrizione.

“Numerose sono state le lamentele come anche le voci a favore per questo grande progetto, che riqualifica l’area di Via Cao di San Marco, ma sicuramente molti sono stati i disservizi, per questo chiediamo ai cittadini di esprimersi, vogliamo sentire la voce di tutti per poter esprimere un parere condiviso dal maggior numero di cittadini”…”i questionari che i cittadini trovano nelle cassette delle poste, nei negozi e nella sede di Via Giudicessa Benedetta, e dovranno essere riconsegnati presso la stessa sede, dietro il T-Hotel, Martedì e Mercoledì dalle ore 18.00 alle 20.00 e Giovedì mattina dalle 12.00 alle 13.00 o altrimenti ci possono contattare al numero 338.6417825”, prosegue Simone Spiga.

“Il Gruppo di An interpreterà le richieste dei cittadini per migliorare il più possibile la situazione nelle vie intorno a Piazza Giovanni che ormai da oltre una settimana si trovano dentro il ciclone dei lavori permanenti”, conclude Simone Spiga.

14 luglio 2007

Nei prossimi giorni continuerà la protesta...






Contro l'antenna di Via Stampa!

13 luglio 2007

Fare Verde contro l'antenna in Via Stampa a Cagliari

 

“Partirà oggi la campagna promossa da Fare Verde contro l’ipotesi di creare una nuova antenna di una compagnia telefonica nella Via Stampa a Cagliari, Fare Verde è da sempre in prima linea contro i gravi rischi derivanti dall’elettrosmog”, afferma Simone Spiga, Responsabile di Fare Verde.

“Denunciamo l’assenza totale della Regione Sardegna che ormai è l’ultima tra le regioni italiane in materia di elettrosmog, infatti non ha ancora recepito la Legge Nazionale che prevede regolamentazione sul posizionamento di queste antenne”, incalza Simone Spiga.

“Oggi saremo tutto il giorno in Via Stampa a sostenere i cittadini su questa importante vertenza e chiederemo al Consiglio della Circoscrizione n°4 ti esprimersi contro la costruzione di questa antenna”, conclude Simone Spiga.

12 luglio 2007

Questa sera Fare Verde a Sardegna 1

Questa sera a partire dalle ore 21.00 l'associazione Fare Verde sarà presente in trasmissione a Sardegna 1 alla presenza dell'Assessore Regionale all'Ambiente.


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permalink | inviato da fareverdecagliari il 12/7/2007 alle 15:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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