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27 giugno 2007

Agricoltura: An incontra delegazione Coldiretti

Roma, 27 GIU (Velino) - Alleanza nazionale condivide le preoccupazioni della Coldiretti sul "rischio di un abbandono del progetto di un'agricoltura di qualita' legato al modello polifunzionale, con un ritorno alla vecchia conservazione e alla difesa delle rendite parassitarie che ancora si annidano all'interno delle filiere agroalimentari". Il presidente di Alleanza nazionale, Gianfranco Fini, insieme ai parlamentari di An Gianni Alemanno, Antonio Buonfiglio, Luca Bellotti e Stefano Losurdo, ha incontrato una delegazione dell'organizzazione agricola composta dal presidente Sergio Marini e dai segretari Franco Pasquali e Enzo Gesmundo.
Durante la riunione i rappresentanti dell'organizzazione agricola hanno illustrato le motivazioni della grande manifestazione di protesta, che si svolgera' l'11 luglio a Bologna, contro la politica attuata fino a ora dal ministro delle Politiche agricole, Paolo De Castro. In particolare, le due delegazioni hanno condiviso "la necessita' che il rilancio del made in Italy sia fortemente legato al territorio e alla qualita' alimentare, sia attraverso l'etichettatura dell'origine di tutti i prodotti sia attraverso il rifiuto dell'utilizzo degli ogm in agricoltura". An, dopo aver confermato il proprio sostegno alla manifestazione in programma il prossimo mese a Bologna, ha a sua volta invitato Coldiretti a partecipare alla consulta nazionale dell'Agricoltura di An.


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27 giugno 2007

MORO: REGIONE, NO AI TAGLI SULL'AGRICOLTURA BIOLOGICA

 "Processi produttivi naturali, qualità dei prodotti, tracciabilità (cioè possibilità per il consumatore di individuare il luogo di origine delle colture, con evidenti “ritorni” anche sul piano dell’immagine), sono i principali fattori del successo crescente dell’agricoltura biologica nel mercato mondiale, in cui sono previsti incrementi di fatturato nell’ordine del 20%, con un ruolo da protagonisti per i Paesi del Mediterraneo come l’Italia e anche per la Sardegna, se la Regione saprà cogliere questa opportunità".
Lo dichiara l'on. Nanni Moro, consigliere regionale di AN e vice presidente della Commissione regionale Agricoltura.
"Purtroppo non sembra questo l’orientamento dell’Assessorato all’Agricoltura e della Giunta Regionale, nonostante i tanti proclami propagandistici sull’ambiente e sulla “sostenibilità” degli interventi per lo sviluppo".
"Infatti - prosegue Moro - nel Piano di sviluppo rurale 2007-2013 che la Sardegna dovrà predisporre ed inviare all’Unione Europea per l’approvazione definitiva, l’agricoltura biologica subisce un taglio di ben 11 milioni di euro, passando dai 55 milioni del periodo 2000-2006 ai 44 previsti nella bozza di Piano predisposta dall’Assessorato".
"In termini reali, ciò significa fra l’altro che la superficie del territorio regionale destinata a queste colture si ridurrà a 44.000 ettari a fronte dei 100.000 riconducibili alle 1376 aziende iscritte all’Albo dei produttori biologici sardi".
"Occorre quindi invertire rapidamente la rotta e puntare decisamente su un segmento della nostra agricoltura che può dare nuovo valore aggiunto e rappresentare al meglio l’immagine della Sardegna in Europa e nel mondo, e su questi contenuti, fra gli altri, sarà incentrata la battaglia di An in Commissione e in Aula in sede di dibattito sul Piano di sviluppo rurale 2007-2013".

Peggio Soru


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27 giugno 2007

Poetto, evitato il peggio ma resta l'allarme

Tratto da L'Unione Sarda


Onda nera. Ieri il sopralluogo della Capitaneria mentre il Comune sta organizzando la bonifica

Pezzi di catrame nel bagnasciuga nel tratto di spiaggia tra l'ex ospedale Marino e lo stabilimento della Marina Militare. È stata la spiacevole sorpresa per i bagnanti che anche ieri, malgrado il cielo velato, si sono riversati al Poetto. La macchia nera di idrocarburi che lunedì ha fatto scattare l'allarme inquinamento anche a Cagliari ha dunque lasciato il suo segno. Il Comune sta predisponendo il piano per la bonifica, mentre la Capitaneria e l'imbarcazione antinquinamento della Castalia hanno perlustrato la spiaggia e le acque del Poetto per verificare la presenza di eventuali residui oleosi. la bonifica«Appena la comunicazione arriverà ai nostri uffici predisporremo l'intervento per la bonifica che deve essere concordate e autorizzata dalla Regione». Dopo la richiesta di maggior controllo a mare avanzata dal sindaco Emilio Floris, è l'assessore comunale alla Pianificazione dei Servizi, Gianni Giagoni, a indicare come verrà bonificata la spiaggia del Poetto. «Un nostro tecnico domani (oggi, ndr) effettuerà un sopralluogo. Quando riceveremo l'ufficialità da parte della Capitaneria programmeremo l'intervento. Essendo area demaniale dovremo avvisare la Regione. A quel punto una ditta specializzata nel trattamento dei rifiuti speciali effettuerà la bonifica». il sopralluogo Ieri intanto, a metà mattina, il personale della Capitaneria ha effettuato un controllo nella spiaggia sporcata dalle macchie nere di catrame, mentre "Mascalzone oceanico", il mezzo antinquinamento, perlustrava l'acqua del Poetto. Un'operazione durata alcune ore, sotto lo sguardo preoccupato dei bagnanti che temevano un'altra ondata d'inquinamento come quella del giorno prima. Una grossa mano d'aiuto l'ha data il maestrale che nella notte di lunedì potrebbe aver allontanato i residui di idrocarburi sopravvissuti sulla superficie del mare all'interno del Golfo. l'allarmeSi è così conclusa una settimana difficile, con sette giorni di lavoro per sconfiggere la macchia nera che ha invaso le acque davanti a Santa Margherita, Costa Rei, Pula e Muravera, e arrivando fino alle scogliere e agli arenili di Villasimius e dell'Area marina protetta di Capo Carbonara. Alla fine i mezzi antinquinamento hanno raccolto quattordicimila litri di idrocarburi, senza dimenticare le centinaia di chili di catrame finiti sulle spiagge, poi bonificate dalle squadre degli operai comunali e dai volontari. Resta ancora aperto il fronte delle indagini con la Capitaneria che ha girato il materiale raccolto (compresi i movimenti di petroliere e mercantili nella rada) alla Procura. Procura della Repubblica che ha ricevuto anche la denuncia, contro ignoti, dei sindaci di Muravera, Pula e Villasimius.

26 giugno 2007

Gli Ogm si insinuano nella catena alimentare

Anche il parmigiano - reggiano a rischio: Greepeace chiama a raccolta i "buongustai" 

Il Parmigiano-Reggiano, come tanti altri prodotti alimentari, è a rischio Ogm. Le mucche del Consorzio mangiano soia geneticamente modificata. E gli Ogm entrano nella filiera produttiva di uno dei prodotti italiani più famosi e apprezzati al mondo.
Per salvare il Parmigiano e tutelarne la qualità, Greenpeace ha lanciato un sito web e invita i navigatori a scrivere per chiedere una modifica del disciplinare di produzione. Gianni Alemanno ed Edo Ronchi: entrambi ex ministri dell’ambiente, hanno espresso solidarietà con l'iniziativa di Greenpeace.
Il problema è quello dei mangimi. Il disciplinare di produzione del Parmigiano non vieta al momento l'uso degli Ogm per l'alimentazione degli animali. Nella pratica, ciò significa che le bovine che forniscono il latte ai caseifici aderenti al Consorzio, si nutrono anche di soia Ogm.
Ciò può rischiare di compromettere l’immagine di un bene nazionale, immagine basata sui concetti di controllo, sicurezza e qualità assoluta del prodotto.

25 giugno 2007

CALDO: DOMATI DUE VASTI INCENDI NEL SUD SARDEGNA

Cagliari, 25 giu. - Due vasti incendi scoppiati per cause in corso di accertamento nel Sud Sardegna, dove le temperature massime hanno superato i 35 gradi, sono stati domati nel pomeriggio dall'apparato regionale antincendi, con il supporto di mezzi aerei.
Il primo, il piu' vasto, ha percorso circa 200 ettari nell'Iglesiente, nelle campagne fra Vallermosa e Decimoputzu, distruggendo prevalentemente sterpaglia. Per spegnere le fiamme, oltre a personale del Corpo forestale e volontari, sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Iglesias e quattro mezzi aerei, fra cui un Helitanker. Le operazioni, cominciate intorno alle 11, si sono concluse soltanto intorno alle 16.
Verso mezzogiorno un altro incendio, che ha percorso una decina di ettari di macchia mediterranea, e' stato segnalato nelle campagne di San Priamo (Cagliari), nella zona attorno al Rio Picocca. Alle squadre dei forestali e dei vigili del fuoco del distaccamento di San Vito si e' aggiunto un elicottero dell'antincendio. (AGI)


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24 giugno 2007

Provincia di Cagliari: Golfo degli Angeli, inferno di petrolio

Tratto da L'Unione Sarda

Dodici ore di lavoro senza sosta per fermare in alto mare la marea nera. Da Torre delle Stelle a Is Mortorius. Con le pompe aspiranti e le panne assorbenti, passando e ripassando sulla lunga scia oleosa per rompere il fronte e frantumare la chiazza, rendendola così più innocua e gestibile dai mezzi antinquinamento. Mascalzone oceanico, ha fatto il suo dovere. Così come il più piccolo Pellikan, l'Eco 113. Rispettivamente le due imbarcazioni della Castalia avevano raccolto e caricato nei loro serbatoi, ottomila litri e tremila e settecento litri. Numeri riferiti alle venti di ieri sera. Spiega il responsabile della Sala operativa della Capitaneria di Porto di Cagliari, Andrea Fioravanti: «Il prodotto finito in mare e avvistato nelle prime ore del mattino è stato praticamente eliminato dalla superficie, proseguiremo ancora fino al tramonto e con molta probabilità, se si dovessero riscontrare altre chiazze, le operazioni di bonifica riprenderanno stamani. Di certo questa mattina verranno fatte le ispezioni con le nostra motovedette». Le stesse che per tutta la giornata di ieri e nei giorni precedenti avevano presenziato agli interventi messi in campo dai mezzi antinquinamento. Non è stata una giornata facile. La scia lunga poco più di duecento metri ma di fatto ben più consistente, come è stato appurato nel corso delle operazioni di disinquinamento, era stata avvistata a circa tre miglia da Torre delle Stelle già dal primo mattino. Costringendo la Guardia costiera a mobilitare ancora una volta, per il quarto giorno consecutivo, le navi della Castalia. L'intervento è stato difficile, soprattutto dopo le quattordici, quando lo scirocco ha smosso il mare rendendo più complesso il lavoro delle panne assorbenti. Si è operato al largo, con ripetuti avvicinamenti verso la terraferma. Una continua, estenuante corsa per bloccare la chiazza, la macchia nera e iridescente scaraventata al largo da qualche petroliera. «Potrebbe trattarsi di un unico episodio, dello sversamento di un'unica nave cisterna che poi le correnti hanno frantumato creando diversi fronti d'inquinamento, oppure di diverse operazioni di scarico di acque di zavorra sporche di idrocarburi», spiega Fioravanti. Di certo, come annunciato ieri dal Comandante della Capitaneria, Domenico De Michele, si sta cercando di individuare la petroliera responsabile del disastro. Transitata magari nei giorni scorsi in alto mare, tra la Sardegna e il Nord Africa lasciandosi dietro la scia di idrocarburi. Tore Piu, sindaco di Muravera, ha chiesto che «vengano messi in atto tutti gli sforzi possibili per rintracciare la nave», annunciando che «il Comune si «costituirà parte civile nel caso scatti una precisa denuncia» e non soltanto la legittima ma inutile denuncia contro ignoti che in passato, nei casi del tutto analoghi, non ha mai portato a risultati lusinghieri. Categorico il sindaco di Sinnai, Sandro Serreli, che ieri ha seguito passo dopo passo le operazioni di bonifica davanti alle coste di Torre delle Stelle. «Ora bisogna davvero trovare soluzioni e lasciar perdere le parole, ho già parlato con Salvatore Piu e Tore Sanna per chiedere l'allontanamento del transito delle petroliere dalle nostre coste. I casi di inquinamento si stano ripetendo ormai ogni estate, bisogna veramente far di tutto per scongiurare il disastro. Concordo anche sul progetto di utilizzo dei sistemi satellitari contro gli inquinatori e per individuare le petroliere colpevoli degli scarichi illegali».

23 giugno 2007

Sardegna: «Quell'inceneritore non lo vogliamo»

 

Tratto da L'Unione Sarda

Ieri a tarda sera confronto improvvisato con il governatore

«Presidente, lei deve tenere conto del fatto che l'inceneritore dei rifiuti noi non lo vogliamo. E dunque non si deve fare». Quasi tutti di questo tenore gli interventi di quanti ieri sera, a Bolotana, si sono voluti confrontare con Soru sul termovalorizzatore che la Regione vuole costruire a Ottana. Invitato dal circolo di Progetto Sardegna, il presidente avrebbe voluto parlare soprattutto di Partito Democratico. E invece, in un'aula consiliare gremita, l'argomento della riunione nella tarda serata di ieri è stato quello del termovalorizzatore che la Regione vuole realizzare a Ottana. La prima domanda dal pubblico l'ha posta Mariangela Barca, di Sarule, componente del comitato per il no: «Abbiamo scelto di vivere qui, in un piccolo centro. E questo vantaggio ci verrebbe negato proprio dalla presenza dell'inceneritore. I nostri figli rischiano di crescere in un territorio dall'aria avvelenata». Il presidente non si è scomposto e ha replicato: «Le ricerche scientifiche dicono il contrario - ha detto Soru - il termovalorizzatore a Ottana serve alla Sardegna. Posso solo promettere che non ci sarà un solo grammo di rifiuti che arriverà dal Continente». Da Franco Cossu e Peppino Sini, di Orani, altre contestazioni: «Perché non è stato fatto un approfondimento tecnologico?». E Soru, sicuro: «Lo abbiamo fatto, non siamo così stupidi da procedere senza avere sicurezze». E per tagliare la testa al toro il presidente ha lasciato tutti con una promessa: «Entro due settimane ci sarà un confronto pubblico con esperti e scienziati». Qualcuno ha chiesto perché è stato scelto il paese di Ottana e non uno del nord Sardegna. «Perché la struttura sarà al servizio dell'industria, che qua è presente, e perché questo è un territorio baricentrico». Intanto il comitato popolare che raduna le comunità contrarie all'inceneritore ha annunciato che giovedì prossimo alle 17.15 a Nuoro ci sarà un convegno dal titolo "Dal no al termovalorizzatore di Ottana alle alternative all'incenerimento dei rifiuti.

23 giugno 2007

La marea nera aggredisce Costa Rei

Tratto da L'Unione Sarda

Muravera«Laggiù, ore 9». Dai finestrini azzurrati dell'A 109, la lunga lingua schiumosa e oleosa appare ancor più in contrasto con il blu intenso dell'acqua. Quasi immobile, in un mare fermo e piatto, minaccia da vicino la costa, la piccola e magnifica baia di Porto Pirastu dove qualcuno sta mettendo a mare un gommone candido per una passeggiata davanti alle scogliere di Capo Ferrato. Duecento metri più al largo, il fronte degli idrocarburi diventa una barriere che la chiglia dell'imbarcazione, inevitabilmente attraverserà. L'onda di petrolio emulsionato non è certo un fantasma, come la nave che lo ha scaraventato in acqua nel canale di Sardegna, tra l'Africa e l'Isola. Chissà dove, chissà quando, in questi lunghi giorni di scirocco e libeccio che hanno trascinato verso terra l'onda nera, l'acqua di stiva imbrattata dagli idrocarburi. Una rapida occhiata, parole gracchiate nel microfono agganciato al casco. Il capitano Alessandro Comitini, comandante del reparto Sezione aerea di manovra della Guardia di Finanza non ha bisogno di molte chiacchiere per intendersi con secondo pilota, il luogotenente Dario Congiu. Sono in volo da poco più di un'ora, dopo aver lasciato la base di Elmas, per un servizio di polizia ambientale, richiesto per verificare l'entità dell'inquinamento da idrocarburi lungo la costa sud-orientale da Villasimius alle spiagge di Muravera e Castiadas, in quel tratto di mare dove da due giorni (esattamente come sul versante pulese) si sta intervenendo per bonificare catrame e petrolio. Dietro il vetro dell'elicottero la costa scorre veloce. Spiagge e scogliere, case e ville affacciate sul mare. Ancora spiagge. E insenature dall'acqua verde smeraldo. Ore 9 di un venerdì rovente. Fogna, chiamano in gergo gli elicotteristi quella cappa d'umidità e di foschia che taglia la visibilità ma anche il respiro. La "fogna", quella vera, è cento metri più in basso, nella superficie del mare. A 39° 17' e 44" e 09° 37' e 04", sempre più vicina alla spiaggia. Una lingua di schiuma, di alghe morte acchiappate dall'onda viscida degli idrocarburi, di grumi di catrame residuo di un fronte di ben altre proporzioni (oltre mille metri) che le navi antinquinamento di Castalia, su ordine della Capitaneria di porto, hanno giovedì pomeriggio e fino a tarda sera, frantumato e in parte disinnescato. Senza però riuscire a bloccare completamente la chiazza che già in parte aveva ferito, sempre giovedì ma anche il giorno prima, le scogliere di Serpentara, l'arenile di Cava Usai e Cala Burrone e ancora Cala Marina e la spiaggia di Monte Nay a Costa Rei. Dove ieri pomeriggio, coordinati dagli uomini della Capitaneria di porto di Cagliari, si è lavorato di gran lena per raccogliere il catrame e tentare di restituire ai bagnanti ma soprattutto alla Sardegna e al suo ambiente una fetta di paradiso. Sono le dodici e trenta quando l'A 109 tocca terra nell'aeroporto di Elmas. Non resta che allertare la Guardia costiera. La macchia nera dev'essere affrontata via mare.

21 giugno 2007

Prosegue la mobilitazione per il giardino di Via Manzoni

Questa sera è proseguita intorno a Via Manzoni e Via Carducci la mobilitazione di Fare Verde per chiedere all'Amministrazione Comunale di trovare in tempi brevi i soldi per la conclusione dei lavori del parcheggio con la creazione del giardino pensile.
Si ringrazia Simone Spiga, per la disponibilità dimostrata e per le tempestive informazioni.

Chiunque volesse collaborare per sostenere questa nuova iniziativa che vede Fare Verde impegnata può recarsi in Via Giudicessa Benedetta 46 domani dalle ore 19,00.

Grazie per il sostegno!

21 giugno 2007

OGM: NAPOLI; APPELLO ASSOCIAZIONI, TUTELA PRODOTTI TIPICI

NAPOLI, 21 GIU - Difesa al patrimonio agroalimentare campano e lotta agli Ogm. E' una sorta di manifesto contro la decisione del Consiglio europeo sull'accettazione di una soglia di tolleranza Ogm per i prodotti biologici, quello firmato da un gruppo di associazioni regionali.
'Non e' tollerabile accettare nessuna soglia di contaminazione per una produzione come quella biologica, la cui peculiarita' e' proprio l'estraneita' a forme di contaminazioni di qualsiasi tipo', scrive il portavoce dell'associazione Nuova Agrocoltura Partenopea, Rosario Lopa. All'appello anti-Ogm si uniscono Enzo Schiavo per la Casa della Legalita', Alfredo Catapano per Porta del Sud e Carlo De Falco dell'esecutivo nazionale di Azione Giovani.
'E' un duro attacco per una nazione e una regione come la nostra che risulta essere leader internazionale per la produzione agricola e biologica - sostiene De Falco -. Tutto questo avra' certamente una ripercussione negativa sui consumatori'.
Nella nota congiunta, gli esponenti delle associazioni scese in difesa delle produzioni biologiche scrivono infine che 'il governo italiano deve intervenire immediatamente prendendo misure drastiche contro questa decisione. Auspichiamo - continuano - che le istituzioni preposte non decidano di subire passivamente tale assurdita'. Quella contro gli Ogm e' una battaglia fortemente identitaria'.

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