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No al termovalorizzatore di Ottana (NU)
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23 settembre 2007

Termovalorizzatore, no della Provincia di Nuoro

Tratto da L'Unione Sarda

Secondo il presidente della giunta provinciale il progetto è stato ormai superato dalla riconversione della centrale elettrica del gruppo Clivati.
La Provincia di Nuoro boccia definitivamente il progetto della Regione che vorrebbe realizzare nella piana di Ottana un termovalorizzatore e rivendica la propria competenza a decidere sulla gestione dei rifiuti. La svolta è arrivata ieri mattina, quasi a sorpresa, dopo che per mesi la giunta guidata da Roberto Deriu era rimasta alla finestra assistendo alla nascita di un vasto fronte trasversale contrario al progetto. Una convinzione rafforzata dalla proposta di legge già approvata al Senato che sancirebbe la nascita degli ambiti provinciali che di fatto supererebbero quello unico regionale. «Il termovalorizzatore non è più un impianto che si dovrà realizzare a Ottana - ha detto ieri Roberto Deriu - le condizioni rispetto a quando era stata siglata l'intesa con la Regione sono decisamente cambiate, tali da non rendere più appetibile quel tipo di progetto per il nostro territorio. Non sarà più il governo regionale a decidere della questione mai noi in concerto con le amministrazioni e le popolazioni del territorio».
NUOVO SCENARIO Secondo Deriu a cambiare i termini della questione sono intervenuti alcuni fattori non secondari. «Con la riconversione della centrale termoelettrica ex Enichem gestita del gruppo bergamasco Clivati e il conseguente passaggio dall'olio combustibile a quello vegetale è stata già avviata la soluzione del problema energetico». Per quanto riguarda invece lo smaltimento dei rifiuti il presidente Deriu ha sollevato un problema di competenze, spiegando come la titolarità a decidere sull'argomento dovrà presto passare alle Province.
I RIFIUTI Inoltre le sue obiezioni sono andate a intaccare la stessa logica che aveva portato a scegliere il termovalorizzatore. «A mio avviso su questo argomento deve ripartire la discussione - ha concluso Deriu - facendo molto di più, rispetto a quanto fatto finora, sulla differenziata e su una cultura ambientale». Intanto, la risposta al governatore Renato Soru che chiedeva proposte credibiliu alternative al termovalorizzatore era arrivata dal composito e trasversale fronte del no già alcune settimane fa, con il cosiddetto trattamento meccanico biologico. Un'opzione, praticata in molte realtà, che prevede un mix di compostaggio, riciclaggio e riutilizzo dei rifiuti capace di tradursi in un notevole risparmio di energia e niente inquinamento. Una linea condivisa anche dall'Unione delle Province sarde, che su questi temi si confronterà il prossimo 28 settembre ad Oristano.

21 settembre 2007

22 Settembre Giornata contro i sussidi all’incenerimento: Fare Verde Cagliari in piazza sul caso Ottana

"La Federazione Regionale di Fare Verde ha aderito alla Campagna Nazionale contro i sussidi all’incenerimento, promossa da diverse realtà italiane impegnate a contrastare la creazione di termovalorizzatore e da Beppe Grillo che più di altri si sta impegnando su questa importante battaglia”, afferma Simone Spiga, Responsabile Regionale di Fare Verde.

“Saremo a partire dai prossimi giorni a sostenere un’iniziativa per favorire una causa giudiziaria contro l’Enel, in relazione alla voce A3 della bolletta elettrica che porta nelle casse di petrolieri e dei gestori degli inceneritori importanti somme di denaro dei contribuenti”, incalza Spiga.

“Domani si svolgerà un volantinaggio per le vie di Cagliari e nelle prossime settimane numerose saranno le iniziative collegate”, conclude Simone Spiga.

4 settembre 2007

TERMOVALORIZZATORE: ESPERTO USA BOCCIA TECNICA INCENERIMENTO IN SARDEGNA

 Cagliari, 3 sett. - "In Sardegna dovete essere molto preoccupati perche' ci sonole catene montuose che trattengono le polveri sottili prodotte dagli inceneritori. Sono particelle dannose talmente piccole che attraversano qualsiasi tessuto del corpo umano, compreso il cervello". Il monito e' del docente statunitense Paul Cannett, cattedra di chimica alla "St.
Lawrence University" di Canton (NY) che stasera e' intervenuto all'incontro "Termovalorizzatore e salute: la strategia rifiuti zero", svoltosi a Cagliari nella sede dell'Assostampa di via Barone Rossi e organizzato dal meet up "Su Connottu", affiliato alla rete di Beppe Grillo e dal "Comitato popolare delle Comunita' contrarie".
Il docente statunitense considera troppo costosa e poco sostenibile la tecnica dell'incenerimento anche in considerazione del fatto che i capitali e i tempi di ammortamento richiesti sottraggono risorse a possibili investimenti futuri per iniziative piu' sostenibili. Meglio sarebbe, secondo Connet, puntare su soluzioni basate sul riciclaggio e il compostaggio che consentono di "generare un effetto serra 461 volte inferiore".
"Il termovalorizzatore non e' altro che uno spreco di energia", ha affermato il docente americano. "Per ogni tre tonnellate di rifiuti bruciate negli inceneritori viene prodotta", ha proseguito Connet, "una tonnellata di ceneri inquinanti composte da polveri sottili e nanonparticelle che vengono immesse nell'aria e che necessitano di un monitoraggio continuo per il quale occorrono macchinari sofisticati che costano almeno quanto l'inceneritore". Connett ha spiegato che le nanoparticelle generate dagli inceneritori, in quanto derivanti da rifiuti, sono molto piu' dannose rispetto a quelle prodotte dai normali processi industriali, dall'industria nucleare e dal traffico delle auto. Fra gli altri residui generati dalla combustione di rifiuti, Connett ha citato radicali liberi stabilizzati, metalli pesanti e diossine che influenzano la formazione dei feti.
Proprio sulle diossine si e' concentrata l'attenzione dell'esperto statunitense: "Avete mai visto controlli sulle diossine negli inceneritori della Sardegna? Queste verifiche si sarebbero dovute fare dal 1977, avete mai visto niente? Avete mai visto fare le misurazioni sul livello di diossine nel latte, nei formaggi e nei prosciutti della Sardegna? Non siete protetti" ha affermato il docente, davanti a un pubblico numeroso e attento.
"L'incenerimento non e' sostenibile dal punto di vista ambientale e non e' vantaggioso dal punto di vista economico", ha concluso Connett, che ha spiegato i benefici del sistema alternativo da lui sostenuto, il cosiddetto "Zero Waste 2020".
Per la riuscita di questo modello, realizzabile secondo Conett entro il 2010, sono fondamentali: "la responsabilita' industriale, la responsabilita' delle comunita' e la buona leadership politica". Il sistema si fonda sulla riduzione della produzione di rifiuti, sulla raccolta differenziata e sul riciclo, in modo da ridimensionare progressivamente l'entita' della cosiddetta "frazione residua", non recuperabile, che dovra' essere trattata - sostiene Connett - con un impianto di trattamento meccanico biologico.
Per migliorare il tasso di riciclabilita' delle materie prime, il sistema "Rifiuti zero" prevede di indirizzare risorse e investimenti verso la creazione di centri di ricerca, secondo il principio "e' meglio investire nelle persone che nelle macchine". (AGI)

17 luglio 2007

Fare Verde Sardegna: “Soru incontra i cittadini di Ottana dopo aver deciso la loro fine…..”

“L’incontro di questo pomeriggio tra Soru, l’Assessore Morittu e i cittadini di Ottana e delle aree limitrofe per spiegare cosa sarà il termovalorizzatore non è altro che una grave presa in giro per le popolazioni del nuorese”, afferma Simone Spiga, Responsabile Regionale di Fare Verde.

“Dopo aver deciso nel silenzio degli Amministratori Provinciali e Regionali, oggi vengono a Ottana per spiegare le caratteristiche del termovalorizzatore”…” ma perché non ci spiegano che tipo di interessi economici ci sono dietro la creazione di questo mostro ambientale? Perché non ci dicono quando sarà grave per le popolazioni delle aree intorno respirare diossina e nanoparticelle? Perché non ci spiegano perché la Regione farà arrivare in Sardegna rifiuti da altre regioni italiane?, tutte domande alle quali Soru e il suo cagnolino Morittu non sapranno e non vorranno rispondere”, incalza Simone Spiga.

“Certo siamo sicuri che l’orgoglioso popoloso sardo saprà dare la risposta che si meritano questi amministratori incapaci di ascoltare le esigenze dei sardi, ma soprattutto impegnati a sostenere lobby economiche che nulla hanno a che fare con la Sardegna”, conclude Simone Spiga.

19 giugno 2007

«Il termovalorizzatore oggi non ha più senso»

 Tratto da L'Unione Sarda -intervista a Gianni Mura, Componente della Commissione di gara per il termovalorizzatore

Il lavoro della Commissione regionale, chiamata a valutare i progetti per la realizzazione di una centrale energetica integrata, è iniziato oltre un anno fa, quando «lo scenario era ben diverso». Oggi, il quadro generale è cambiato e le novità portano a fare nuove riflessioni sul progetto. Lo sostiene Gianni Mura, ingegnere, nominato dal Comune di Ottana nella Commissione di valutazione dei progetti per la realizzazione del termovalorizzatore.
Oggi, la centrale non serve?
«Di sicuro posso dire che il quadro di riferimento è radicalmente cambiato: nel febbraio 2006 si registrava la crisi della centrale di Ottana, che ha una potenza di 140 megawatt. Di questi, soltanto 40 sono necessari per il funzionamento delle attività industriali di Ottana, mentre il resto viene venduto alla rete nazionale. Oggi, la centrale di Clivati è stata risanata ed è previsto un potenziamento fino a 200 megawatt».
Si può sempre costruire una centrale per vendere energia?
«Certo, ma a questo punto il ragionamento non è più basato sull'emergenza energetica e quindi mi chiedo: che senso ha costruire una nuova centrale per arrivare a produrre oltre 240 megawatt a Ottana, che ne consumerebbe solo il 20%?».
 E il problema dello smaltimento dei rifiuti?
 «Questo è un problema serio al quale nessun territorio si può sottrarre. Infatti, non sono contrario al termovalorizzatore per ragioni ideologiche, ma avendo visto il progetto, ritengo non si possa più parlare di centrale integrata. Se vogliamo una centrale di smaltimento dei rifiuti con la combustione, allora questo è un problema regionale e il sito non va imposto, ma valutato sulla base della fattibilità. E non si capisce a quel punto perché il termovalorizzatore debba sorgere a Ottana quando la grande maggioranza di rifiuti la si produce a Olbia e Sassari».
È una questione di campanile?
«Direi di no. Tutti ci dobbiamo far carico del problema dei rifiuti che però va impostato con sperimentazioni che puntimo a spingere al massimo la differenziata. La Regione deve avere il coraggio di sviluppare una tecnologia che abbia requisiti di garanzia per la salute. Tanto più che all'unanimità la Commissione, nella lettera riservata inviata alla Giunta, ha chiesto che venga diminuita la quota di rifiuti da bruciare nel termovalorizzatore».
La Commissione teme che i rifiuti possano aumentare con il passare degli anni?
«Nella proposta di Urbaser, che ha vinto la gara, il 45% dei ricavi, nei primi undici anni, arriva dalla vendita dei certificati verdi. A fronte di un ricavo di 62 milioni di euro, i certificati valgono 28 milioni, mentre la tariffa incide per 13 e la vendita di energia per 20. Se la normativa sui certificati verdi dovesse essere modificata, così come si pensa, la tariffa di smaltimento dei rifiuti finirebbe per essere triplicata».
 Lei ha votato no alla graduatoria perché le proposte non prevedono in modo distinto un impianto a biomasse. Perché non si è dimesso dalla Commissione?
«Se mi fossi dimesso, non avrei rispettato il lavoro dei miei colleghi. E in ogni caso, ho assegnato un punteggio uguale a zero ai parametri sulla qualità del progetto».
È convinto che la linea a biomasse non si farà?
 «A parte il fatto che i prezzi delle biomasse sono fuori mercato. Poi, una centrale a biomasse produce in trent'anni un milione di tonnellate di ceneri, che sono rifiuti speciali. Anche in questo caso, dunque, l'impatto ambientale non è neutro. Ripeto: che senso ha ora realizzare la centrale a Ottana? Questo la Regione lo deve spiegare».
La Giunta assicura un confronto con gli enti locali.
«La discussione ci doveva essere prima di assumere decisioni. Credo che la Giunta stia sottovalutando l'allarme sociale provocato da queste scelte nella Sardegna centrale. Si potrebbe finire come in Irpinia».

13 giugno 2007

Termovalorizzatore, Ottana dice no

Tratto da L'Unione Sarda

OttanaLa resistenza è nei propositi del sindaco di indire un referendum e di chiedere al governatore Soru l'annullamento della delibera super contestata, a costo anche di presentare un ricorso al Tar. Come pure nel no ripetuto a più voci dalla folla di cittadini, quasi un coro che intona un'unica nota. Non manca qualche debole dissonanza nella sala che ospita un insolito consiglio comunale chiamato a discutere ieri sera sul termovalorizzatore benedetto dalla giunta regionale e detestato dalle popolazioni locali. Le perplessitàIl sindaco ds Peppino Fenudi, finora accusato di tifare per il ni, osa bacchettare, pur con garbo, gli alti vertici regionali, compreso il collega di partito Cicito Morittu, assessore all'Ambiente. «Do atto della correttezza dell'assessore Tonino Dessì, non altrettanto ho potuto riscontrare con l'attuale». Esordio che annuncia una chiara linea di contestazione. «Di fronte a temi tanto importanti non capisco perché non c'è stata un'interlocuzione costante tra i diversi livelli istituzionali». E allora c'è una scelta obbligata, quella del referendum, meglio se congiunto con i paesi vicini, già sancita da una delibera consiliare. E una richiesta scontata: «Mi auguro che il presidente Soru possa rivedere la delibera assieme a tutto il sistema di smaltimento dei rifiuti. Non escludo un ricorso per annullare un atto che appare viziato e non conforme alle risultanze della gara». Il riferimento è alla relazione della commissione regionale che ha stilato la graduatoria dei quattro progetti in gara. All'unanimità esprime perplessità non di poco conto, richiamate con molta efficacia da Gianni Mura, rappresentante tecnico del comune di Ottana in quella commissione. Lui rompe per la prima volta il silenzio osservato durante l'incarico. E tra le 300 mila pagine prodotte dal gran lavoro attorno alla gara ne saltano fuori tre. Raccolgono i dubbi attorno all'impianto a biomasse che secondo il bando dovrebbe integrare le due linee, una di marcia e una di riserva, sui rifiuti. Ma per la commissione è "ridondante" e aprirebbe le porte al raddoppio dei rifiuti trattati che passerebbero così da 200 mila a 400 mila tonnellate, cifra equivalente alla quantità prodotta in Sardegna. «Alle biomasse non crede nessuno. Il bando è molto preciso sulle tecnologie relative ai rifiuti, mentre sulle biomasse chiede indicazioni ai concorrenti. Nessuna delle proposte in gara ha rispettato il bando», dice Mura. E aggiunge: «La centrale integrata con la produzione di energia è una proposta furbesca». Il motivo? Quando è stato fatto ? spiega ? si temeva la chiusura della centrale di Ottana che avrebbe mandato in tilt l'insediamento produttivo. Ma da gennaio la centrale è salva. E la nuova produzione di energia non serve più. Il progetto vincenteNeppure le caratteristiche del progetto vincente, quello della società spagnola Urbaser, danno sufficienti rassicurazioni. Un esempio: di fronte a un costo di 260 milioni di euro i posti di lavoro da una parte sono 38, da un'altra 91. Comunque, non grandi cifre. Altro esempio, i ricavi. Nei primi 11 anni dovrebbero essere di 62 milioni di euro di cui 13 milioni arrivano dai pagamenti delle tariffe (56,40 euro per tonnellata), 20 milioni dalla vendita di energia e 28 milioni, ovvero la quota più cospicua, dai certificati verdi, premi europei per chi produce energia utilizzando rifiuti biodegradabili. «Visto il dibattito in atto, è possibile che i certificati verdi vengano eliminati. Significa che quei 28 milioni di euro dovranno arrivare da altre entrate con l'aumento delle tariffe. È una situazione preoccupante», denuncia Mura. L'alternativaIl pubblico l'ascolta con molta attenzione anche quando parla dei resti della termovalorizzazione. La società Urbaser propone di stoccarli in una discarica vicina all'impianto che, però, può accogliere fino a 180 mila tonnellate, e in una di Sassari. Il punto è che, a conti fatti, in 30 anni bisogna smaltire un milione e mezzo di tonnellate di residui da combustione. E allora ? fa notare il tecnico ? servirà una nuova discarica. In alternativa c'è la raccolta differenziata spinta, professata da Mura, come dal sindaco che invita la Provincia a farsi avanti con una sua iniziativa che consenta di ridurre la frazione da mandare in discarica e di stoppare il progetto-termovalorizzatore. «L'impianto è una proposta tra il paternalistico e l'arrogante», commenta Mura prima di lasciare scivolare il microfono a cittadini e consiglieri comunali. Nella sala non mancano gli ospiti. «Da Ottana deve partire una rivolta contro questo modello di sviluppo», dice il leader di Sardigna Natzione Bustianu Cumpostu. «Temiamo i tempi lunghi del referendum», commenta Mario Denti per il comitato spontaneo anti-inceneritore che oggi incontra il presidente della Provincia Roberto Deriu.


Ieri anche Beppe Grillo, durante lo spettacolo di Cagliari, ha fatto un duro attacco contro il termovalorizzatore di Ottana

9 giugno 2007

Rivolta contro il termovalorizzatore

Tratto da L'Unione Sarda

Dodici dicembre 2006. Il presidente della Regione Renato Soru parla del Piano regionale dei rifiuti approvato dalla Giunta. E dice: «C'è una cosa importante per il termovalorizzatore di Cagliari: non si può più far finta di non sapere che smaltisce i rifiuti a 130-140 euro a tonnellata, laddove i privati che si finanziano il loro impianto di smaltimento, lo smaltiranno a 60, massimo 70 euro». Le dichiarazioni sono rintracciabili sul sito internet della Regione, dove è possibile consultare anche il bando per il project financing, che aveva previsto la scadenza del 30 giugno 2006 per la presentazione delle proposte. Sette giugno 2007. La delibera della giunta regionale sull'approvazione della graduatoria per il termovalorizzatore di Ottana (il progetto parla di un investimento da 270 milioni di euro oltre all'Iva, 3 linee a griglia e 91 occupati) prevede una serie di parametri: il punteggio maggiore, tra le varie voci, viene assegnato al requisito della tariffa più bassa. A vincere è la multinazionale spagnola Urbaser che propone un prezzo per il conferimento dei rifiuti di 56,4 euro a tonnellata, senza utilities (per esempio la produzione aggiuntiva di vapore). Nel caso in cui sia prevista la produzione di utilities si arriva a 61 euro. Ieri, però, durante un convegno sui rifiuti organizzato a Cagliari dalle Province sarde, anche grazie all'intervento di alcuni esperti, «è emerso che per un termovalorizzatore la tariffa minima di smaltimento per produrre profitto si dovrebbe aggirare intorno ai 90 euro», spiega Giorgio Asuni, leader regionale della Filcem-Cgil, che mostra perplessità sulle proposte per la realizzazione della centrale. La graduatoriaCon la delibera di approvazione della graduatoria, dunque, la giunta regionale insiste sulla realizzazione della centrale energetica alimentata dai rifiuti. Il provvedimento prevede una fase di concertazione con gli enti locali, ma per migliorare il progetto, senza dunque mettere in discussione l'impianto, che comunque «si deve fare», come ha ribadito lo stesso Soru ieri davanti ai presidenti delle Province sarde. i dubbi della commissioneIl progetto di Urbaser e De Vizia prevede una linea di produzione, da alimentare a biomasse (legna), ma è perfettamente uguale a quelle per bruciare i rifiuti, e quindi utilizzabile a questo scopo, nel caso le biomasse venissero a mancare. Da qui i dubbi di due componenti della Commissione regionale chiamata a esprimersi sulla graduatoria dei progetti. Il no di Roberto Serra, rappresentante della Regione nella commissione, e di Gianni Mura, nominato dal Comune di Ottana, è stato espresso in modo esplicito nel verbale. A pagina 4, infatti, Gianni Mura motiva il suo no alla graduatoria finale sulla base del fatto che «nessuno dei concorrenti propone una specifica tecnologia per le biomasse....... poiché tutti i concorrenti propongono una linea di trattamento sostanzialmente analoga a quelle per i rifiuti, modificando in questo modo uno dei requisiti strutturali del bando». Il risultato sostanziale, denuncia ancora Mura, «vede la presenza di un'ulteriore linea di termovalorizzazione aggiuntiva rispetto a quelle riferite alla quantità massima di 240 mila tonnellate». Nella pagina successiva del verbale, poi, Roberto Serra rincara la dose e afferma che «il mancato rispetto da parte di tutte le proposte progettuali delle condizioni previste» sulla trasformazione delle biomasse, è motivo «di inamissibilità alla valutazione tecnica». Tutte le proposte, sottolinea Serra, «non hanno proposto linee dedicate alla valorizzazione delle biomasse e in ogni caso non hanno avanzato alcuno studio argomentato sulla scelta della tecnologia più adatta per l'utilizzo delle biomasse». Si è preferito utilizzare una linea produttiva uguale a quella per le biomasse, scelta che «inficia anche la valutazione tecnica della proposta progettuale complessiva». Tutte osservazioni che non hanno modificato il giudizio degli altri componenti della commissione che, a maggioranza, ha approvato la graduatoria.

7 giugno 2007

Sanna (AN Sardegna): Termovalorizzatore Ottana, la Giunta Regionale prepotente e ottusa

 

“Questo pomeriggio la Giunta Regionale della Sardegna ha approvato la delibera con la quale si da attuazione alla progetto di realizzazione del termovalorizzatore nell’area industriale di Ottana, decisione prepotente a scapito delle Autonomie Locali e della salute dei sardi”, afferma Matteo Sanna Consigliere Regionale di An.

“La Giunta Regionale è incurante delle opinioni delle popolazioni, dei Comuni, delle Associazioni, e di due Commissari facenti parte della Commissione esaminatrice della gara d'appalto per la realizzazione del termovalorizzatore”…”ma la cosa più grave è il fatto che Soru e la sua Giunta stanno portando avanti un progetto, nonostante un voto chiaro del Consiglio Regionale che non più di un mese fa ha bocciato un emendamento sul project financing per il termovalorizzatore”, incalza Matteo Sanna.

“Questo è il segnale più chiaro del disprezzo che Soru ha nei confronti dei sardi e del Consiglio Regionale che li rappresenta, un gesto gravissimo, mobiliteremo le popolazioni del nuorese e dell’oristanese per contestare questa decisione e promuoveremo iniziative insieme alle Associazioni Ambientaliste per promuovere la raccolta differenziata contro lo scempio dei termovalorizzatore”, conclude Matteo Sanna.

5 giugno 2007

Sardegna: Nei paesi barbaricini monta la protesta contro il termovalorizzatore

Tratto da L'Unione Sarda

Poca sorpresa, tanta perplessità, un pizzico di fiducia e alcune voci di rabbia. Il lavoro della commissione regionale che stila la graduatoria dei progetti per il termovalorizzatore di Ottana fa riesplodere il dibattito su un impianto già contestato dalle comunità locali. Il comitato anti-inceneritore, che ha raccolto oltre tremila firme, è deciso più che mai ad andare avanti e a dare maggiore forza alla mobilitazione dei cittadini. «Siamo consapevoli che l'iniziativa del governatore Soru continua, a prescindere dalle posizioni del consiglio regionale che venti giorni fa ha bocciato un emendamento sul project financing», dice Francesco Pirisi, portavoce del comitato che riunisce i paesi della piana di Ottana. «Proseguiamo la nostra azione coinvolgendo le popolazioni in modo che alla Regione arrivi il malcontento verso un progetto che la comunità scientifica ritiene altamente inquinante per l'ambiente, la salute e il comparto zootecnico». Il comitato conta sulla Provincia perché si faccia interprete delle esigenze locali. Nei giorni scorsi ha chiesto un incontro al presidente Roberto Deriu. Dal palazzo della Provincia l'assessore all'Ambiente Rocco Celentano professa fiducia richiamando l'intesa istituzionale firmata un paio di settimane fa dal governatore Soru, dal presidente Deriu e dal sindaco di Nuoro Zidda. In quel programma d'interventi Soru ha voluto inserire l'impianto di Ottana. Su pressione della Provincia e dei sindacati, nel testo finale la realizzazione della nuova centrale di Ottana è legata a "previ approfondimenti tecnologici e ambientali con la partecipazione delle comunità locali". «Il presidente Soru ha preso impegni precisi e li ha sottoscritti, l'intesa va rispettata», sottolinea Celentano. E la graduatoria della commissione? «Si tratta di una procedura già in atto, precedente all'intesa. Il governatore ha recepito le nostre istanze, racchiuse nel protocollo». La bocciatura più netta dei passi fatti finora arriva dal deputato di An Bruno Murgia. Dice: «La mancata unanimità nell'approvazione della graduatoria di valutazione dei progetti presentati per la realizzazione del termovalorizzatore di Ottana rende ancora più forti le ragioni del no alla sua attivazione. Decisioni di questo tipo ? continua ? non possono essere prese senza il consenso della gente che in questi luoghi abita. La bocciatura della graduatoria da parte di due membri della commissione regionale aumenta i dubbi e le preoccupazioni: si sta dando più importanza ai costi del progetto che all'impatto ambientale». Murgia rinnova il suo no all'impianto. «Ribadisco la mia contrarietà e perplessità su una scelta che ritengo sbagliata e dannosa per l'ambiente, ma soprattutto per la salute delle persone». I sindacati, protagonisti dell'intesa istituzionale tra Regione, Provincia e Comune di Nuoro, esternano prudenza. Il leader della Cgil nuorese Gianfranco Mussoni richiama proprio quegli impegni firmati due settimane fa. «Vanno verificate tutte le condizioni tecniche, ambientali e di salute dei cittadini. Senza queste garanzie e il coinvolgimento delle amministrazioni e delle comunità locali non si può realizzare l'impianto». Ignazio Ganga, segretario provinciale della Cisl, sottolinea la necessità di una programmazione dal basso. Lui avrebbe voluto che l'inceneritore neppure fosse menzionato nell'intesa. «Se un'esigenza nasce dal basso va presa in considerazione, ma se c'è un disagio del territorio va tenuto lo stesso in conto». Intanto, a Orgosolo l'opposizione di centrodestra avvia una raccolta di firme contro il mega-inceneritore e chiede la convocazione di un Consiglio ad hoc. «Tenuto conto che l'impianto potrebbe causare alterazioni ambientali e intaccare la salute umana e animale, considerato che anche Orgosolo verrebbe interessato, ritenuto urgente e necessario un confronto politico i consiglieri chiedono un'assemblea aperta alla cittadinanza».




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4 giugno 2007

SANNA (AN) : TERMOVALORIZZATORE OTTANA, LA DESTRA DICE NO PER LA TUTELA DELL’AMBIENTE!

" Prosegue la polemica innescata parecchi mesi fa sull’ipotesi di realizzare un termovalorizzatore nei pressi di Ottana, ed è proprio di ieri la notizia che la Commissione Regionale chiamata a valutare le proposte di project financing si è divisa sulla scelta della graduatoria per i requisiti per la creazione della struttura”, afferma Matteo Sanna, Consigliere Regionale di An.

La Destra sarda da tempo si è schierata chiaramente per il no alla costruzione del termovalorizzatore, la Federazione Provinciale di An di Nuoro, Fare Verde, Azione Giovani e diverse altre associazioni hanno espresso all’unisono il no alla creazione di un mostro che procurerà gravissimi danni ambientali all’intera area industriale di Ottana”…”i documenti in nostro possesso prevedono che nella struttura di Ottana vengano termovalorizzati circa 210.000 Tonnellate annue di residuo secco e tali quantitativi risultano derivati dal riciclo del 50% di almeno 428.000 Tonnellate annue di rifiuti, va evidenziato che il bacino di servizio del termovalorizzatore è di 860.183 abitanti con una produzione pro capite media di 497 chilogrammi pari a 428.000 Tonnellate annue di rifiuti”, prosegue Matteo Sanna.

“Pertanto se consideriamo la percentuale minima  del 60 % per la raccolta differenziata come previsto nella Legge Finanziaria 2007 all’articolo 1 comma 1108, la produzione di rifiuti solidi secchi che ne deriva è di 172.000 Tonnellate l’anno”…”quindi la taglia del termovalorizzatore, escludendo potenzialità superiori a quelle previste, che solitamente vi sono, è sovradimensionato di circa 38.000 Tonnellate l’anno”, incalza Matteo Sanna.

“Questo ci induce a pensare che se non lo si vuole tenere in marcia a bassi regimi, chiaramente antieconomici, si dovrà alimentare con rifiuti provenienti da altri siti e bacini”…”non possiamo dimenticare la battaglia condotta per non far arrivare in territorio sardo i rifiuti campani, e oggi con questo termovalorizzatore c’è il rischio che ci mandino spazzatura da mezza Italia”, afferma Matteo Sanna.

“La decisione di costruire questo scempio ambientale non può non essere discussa con le popolazioni e noi saremo in prima linea per rivendicare il diritto degli abitanti del nuorese ad essere rispettati e tutelati”, conclude Matteo Sanna.




permalink | inviato da il 4/6/2007 alle 15:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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